VERBALE ASSEMBLEA CAAT DEL 20 OTTOBRE 2013 – STIA (AR)

La riunione inizia alle 15,30 presso i locali del planetario del Casentino

Presenti (con rappresentante e loro soci): Planetario del Casentino (totale 3 persone), Gruppo Astrofili Massesi (2), Associazione Astrofili Piombino (3), A.A. Isaac Newton S. Maria a Monte (4), 2 astrofili a titolo personale.

Del direttivo uscente sono presenti il Coordinatore ed il Segretario.

Assenti : il Tesoriere e la Webmaster, e le altre 3 associazioni formalmente aderenti al coordinamento.

Ad inizio riunione il Coordinatore lascia brevemente la parola al Segretario per il punto della situazione delle realtà dell’astrofilia toscana. Dalle tre slide (allegate) risulta che il CAAT, per molte ragioni, è tuttora marginale e rappresenta una parte attiva ma non predominante dell’astrofilia della nostra regione, che per motivi diversi preferisce operare prevalentemente in maniera indipendente.

Il Coordinatore fa una sintesi dei due anni di mandato. A proposito dei dati presentati dal Segretario, testimonia che ci furono dei tentativi (ad inizio mandato) di coinvolgere le realtà note (sulla base dell’elenco risultante all’UAI). Il CAAT intendeva offrirsi ed essere una rete, per valorizzare le relazioni, suscitare un sano spirito collaborativo e di emulazione. Il “POF” doveva essere un punto locale di accesso, per fare divulgazione, far emergere le competenze e presentarsi come realtà entro Google Earth. Il progetto (denominato SPREAM) è presente ancora sul sito CAAT ed è stato in più occasioni spiegato (anche in .ppt) alle riunioni. Si è cercato di focalizzare l’interesse sul problema dell’ Inquinamento Luminoso dando vita a Toscanastellata, anche con le altre realtà che agiscono nel settore. Tutti e due questi campi sono risultati essere un “fico asfittico”. Conclude ritenendo concluso il suo mandato e si auspica che qualcuno possa sostituirlo e dare nuovo stimolo.

Viene letta la mail di Emiliano Ricci che alcuni dei presenti non avevano avuto la possibilità di leggere essendo stata inviata la sera precedente.

Stefano Meucci, vulgo Astromeo (Piombinesi) La vedo dura. Noi ci vediamo come amici e molto volentieri, ma se deve servire solo a quello il CAAT non ha senso. Mi sembra evidente che ci sia da dare meno importanza (non per il valore in sé, ma per l’evidente interesse limitato) al tema dell’Inquinamento luminoso, lasciandolo a Toscanastellata.

Mauro Bachini(S.Maria a Monte).Il CAAT era nato con la voglia di molti di imparare qualcosa di nuovo, da riportare nelle nostre associazioni, Ritengo buono l’incontro annuale per stimolarci e confrontarci. Anche a me spiace, ma è un dato di fatto, la carenza di impegno sull’Inquinamento Luminoso.

Alessandro Ghiandai (Planetario Casentino) . Concorda con Bachini. Ricorda che c’è stato un cambiamento epocale rispetto alle origini del CAAT e che sia giunto il momento di adeguarcisi. All’origine il CAAT era necessario per mettere in rete le conoscenze, come pure era il momento buono per un impegno coordinato sulla lotta all’inquinamento luminoso (che non per caso produsse la Legge Regionale e i provvedimenti attuativi). Ricorda gli incontri scientifici, anche con 30 partecipanti. Poi è subentrata la tecnologia che ha annullato le distanze fisiche e ha dato possibilità inimmaginabili per l’accesso alle informazioni tecniche. Occorre che il CAAT divenga qualcosa di nuovo / di più. C’è ancora bisogno di formazione degli astrofili che si affacciano per la prima volta (e non solo) e che possono perdere tempo e soldi inutilmente. Troviamone insieme il senso e le modalità.

Pietro Baruffetti (Massesi). Ormai sono 45 anni che mi interesso di astronomia eppure anche stamani ho imparato e visto qualcosa di nuovo. Anche per questo (oltre che per il piacere umano di rivedere amici da sempre) mi sembra che il CAAT abbia ancora un senso. Sono d’accordo che ci si debba adeguare e fare degli incontri ancora più “appetibili” perché si sa che si va ad imparare cose (teoriche o concrete) che non possiamo imparare da altre parti, perché possiamo confrontarci alla pari ed essere stimolati dai contributi delle punte di eccellenza della ricerca, della divulgazione della strumentazione toscana. Ognuno di noi ha specificità che è un piacere condividere. “Minaccia” di continuare comunque a proporre attività osservative comuni. Per me ci può essere spazio per due incontri annuali, uno solo “teorico”, uno, possibilmente a cavallo di un fine settimana o di un ponte, anche con serata osservativa e discussione dei risultati.

Emanuele Boschi (Casentinese). Riallacciandosi e concordando con gli interventi precedenti, ritiene sia giunto adesso il momento di imparare l’uso della tecnologica a servizio della ricerca e formazione astronomica.

Ghiandai . Ritiene che sia mutato antropologicamente la figura dell’astrofilo. Meno voglia di fare osservazioni e più di guardare in internet. Porta ad esempio un corso formativo da loro fatto con una trentina di partecipanti delle scuole superiori, ma al termine del quale solo due persone hanno avuto un seguito. Ci sarebbe da cambiare anche la natura (di fatto, senza preoccuparsi di mutare statuto od altro) del CAAT: non più una associazione (coordinamento) di associazioni ma una associazione aperta anche agli appassionati generici e/o isolati. Utile una serata osservativa coordinata (diffusa in Toscana) dal CAAT che dia visibilità allo stesso ed alle associazioni aderenti.

Meucci. Propone anch’egli l’evento annuale (magari a cavallo di due giorni). La gente si muove ora solo per cose grandi. L’evento dovrebbe essere organizzato da più associazioni.

Riccardo Mancini (SMMontese o devo intenderlo anche in altra “veste”?). Nelle condizioni attuali direi che sia utile fare un punto della situazione. Ricontattare direttamente ogni singola associazione. Creare incontri tematici utili e interessanti.

Marco Monaci (giovane astrofilo “indipendente”). Mi sembrerebbe utile cogliere una prima occasione di lavoro comune, sfruttando il passaggio della ISON. Mi rendo disponibile ad un coordinamento delle immagini toscane della cometa stessa. Da vedere cosa si potrà ricavarne (una semplice curva di luce, una sequenza morfologica della cometa o chissà quale altro). L’assemblea accetta entusiasticamente la proposta. Lo stesso Monaci manderà informazioni sulle modalità di collaborazione. Il suo indirizzo è monaci93@gmail.com

Ghiandai. L’esperienza ci dice che le campagne osservative toscane incontrano mille difficoltà. Questa essendo però una campagna “leggera” (si tratta solo di centralizzare le immagini che comunque ognuno prenderebbe – sia per fini scientifici che estetici o di “astro turismo”) si augura possa avere successo.

Mancini. Porta la testimonianza dell’attività di Ricerca Supernovae, che permette di entrare in contatto col mondo professionale, e poi da cosa nasce cosa.

Rosselli. Fa notare come nel CAAT attuale (fra i presenti in sala) siano sopravvissute e mantengano interesse le associazioni che dispongano di un osservatorio o di un planetario. Considerare questo fatto come base comune per iniziative. Puntare pertanto a eventi/iniziative finalizzate.

Volpini (Piombinesi). Testimonio che la crisi partecipativa degli astrofili di oggi è generalizzata (vedi Star party UAI). D’accordo sull’evento annuale e su iniziative light (di formazione e/o osservazione). Come modus operandi porta il gruppo divulgazione UAI, che è formato da poche persone che coordinano e stimolano e si basa sulle proposte provenienti dalla realtà associativa (interna ed esterna all’UAI stessa).

Segue una serrata discussione (troppo veloce perché il vostro solerte verbalizzante – che fra l’altro interviene – riesca a prendere nota dei singoli interventi) cui partecipano tutti gli astrofili sovra citati, più il baffuto piombinese Cesare Gabbrielleschi, per arrivare alle seguenti conclusioni/decisioni approvate unanimemente:

  • Per rispetto agli assenti e per una verifica del nuovo modus operandi, viene confermato in via provvisoria il direttivo uscente fino alla riunione di S. Maria a Monte
  • Viene approvato il resoconto economico (vedi allegato)
  • Viene approvata la proposta di minicampagna sulle foto ISON (vedi testo del verbale)
  • La prossima riunione (primavera 2014) sarà a S. Maria a Monte sotto forma di “evento CAAT” da organizzare essenzialmente via lista di discussione.

La riunione termina alle 17,30

 

Il Verbalizzante

Pietro Baruffetti.

Il Coordinatore

Alessandro Rosselli

 

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